La questione è che le reti neurali adesso vengono viste come uno strumento, non come un frutto proibito. Ma questo non significa che il ragazzo possa copiare ciecamente i risultati - deve capire quello che sta facendo. Immagina: la calcolatrice a lezione di matematica la usano, ma moltiplicare 2 per 2 bisogna comunque capirlo. Con le reti neurali la logica è simile, solo che controllare è più difficile.
Praticamente significa che gli insegnanti dovranno rifare gli esercizi. Invece di domande tipo "spiega il teorema di Pitagora" compariranno "spiega il teorema di Pitagora e provalo per un triangolo specifico con i lati dati", o ancora meglio - compiti dove bisogna valutare criticamente una risposta già pronta della rete neurale, trovare l'errore, completarla. Non si potrà semplicemente copiare, bisognerà ragionare.
Trucchetto: se l'insegnante per ora non ha capito come adattare il controllo, propongli una variante con discussione del lavoro. Hai fatto qualcosa con l'aiuto della rete neurale - mostragli, spiega perché hai scelto proprio questo approccio, cosa cambieresti. Funziona meglio del divieto, perché in realtà comunque la usano, così almeno è onesto e utile.