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Cominci a parlare con lei per capire bene cosa sta succedendo - che tipo di prese in giro, se è frequente, se c'è aggressione fisica - così hai chiarezza sulla situazione. Dopo di che la porti dall'insegnante, che è il primo passo ufficiale e può monitorare meglio in classe; se non si risolve, allora vai dalla dirigenza. Evita di andare direttamente dai genitori degli altri bambini senza avvertire prima la scuola, perché può creare confusione e la scuola deve essere coinvolta da subito. L'importante è che tua figlia sappia che sei dalla sua parte e che non è colpa sua - continua a seguire come evolve la situazione anche dopo aver parlato con la scuola.

L'ordine conta parecchio qui - molti cominciano direttamente con l'insegnante, ma secondo me la priorità è capire davvero cosa sta provando tua figlia e se si sente sicura a parlarne. Dopo di che, la scuola ha la responsabilità legale di agire, quindi comunicare all'insegnante (e se non si risolve, salire alla coordinatrice) è la strada giusta. Eviterei di contattare da solo i genitori degli altri bambini come prima cosa, perché questo potrebbe generare più conflitto o sembrare persino minaccioso - lascia che sia la scuola a mediare. E concentrati sull'ascoltare tua figlia regolarmente senza pressione, perché ha bisogno di sapere che sei dalla sua parte indipendentemente da come si risolve la situazione.

Quando il bambino inizia a evitare la scuola, il rischio è che si isoli ancora di più, allora non si può lasciare correre! Il passo che tutti dimenticano è documentare tutto - date, quello che racconta, come sta emotivamente - perché quando vai a parlare con la scuola, hai argomenti concreti invece di solo "sta triste". Dopo di che sì, riunione con l'insegnante e poi con la direzione se necessario, ma con tutte queste informazioni in mano il risultato di solito è molto meglio!

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