La strategia migliore è ascoltare senza cercare di confutare subito - quando cominci già a dire "penso sia solo pigrizia", lei si chiude. Prova a conversare in un momento calmo, lontano dalla pressione della scuola, e chiedi specificamente cosa la disturba: è il rumore, la folla, difficoltà di concentrazione, il rapporto con i compagni? L'ansia negli adolescenti è reale sì, ma può avere trigger molto specifici che non sono ovvi.
Se davvero ha ansia, uno psicologo o un pedagogista (non è nemmeno necessario che sia un terapeuta, la scuola stessa può suggerire qualcuno) riesce a valutare meglio di te o di lei che immagina. Con un parere professionale, voi due siete sullo stesso piano per parlare con la scuola di alternative - magari uno schema ibrido, lezioni in un orario diverso, o aggiustamenti nella routine. Quello che importa adesso è validare che qualcosa la disturba, investigare cosa, e poi cercare soluzione insieme, non imporre nulla.