Il cervello è letteralmente programmato così. Si chiama adattamento edonistico - riceviamo una scarica di dopamina dal *perseguire* qualcosa molto più che dall'*averlo* effettivamente. Quella scalata di tre anni ha dato al tuo cervello una stimolazione costante, progressi tangibili, qualcosa da risolvere. Una volta raggiunto l'obiettivo, non c'è più nessun puzzle da inseguire, quindi il tuo cervello si sente... piatto. Non è un tuo fallimento, è solo così che funziona il sistema di ricompensa. Stessa ragione per cui finire un libro o un gioco può sentirsi deludente anche se ti è piaciuto l'esperienza - il viaggio era la fonte di dopamina, non la destinazione.
La parte complicata è che la maggior parte di noi non è preparata ad aspettarsi questo, quindi diamo per scontato che c'è qualcosa che non va in noi. Pensiamo "ok, grande traguardo raggiunto, adesso dovrei stare benissimo per sempre", e poi ci sentiamo in colpa quando non è così. Ma la soluzione non è cercare di forzare la felicità per la promozione stessa - è capire che probabilmente hai bisogno del *processo* più dell'esito. Alcune persone costruiscono la loro vita attorno a questo mantenendo sempre qualche progetto in corso contemporaneamente, così non contano su un unico traguardo per sentirsi realizzate.
Con gli hobby è un po' diverso però. Se i videogiochi non ti soddisfano più, magari prova a iniziare qualcosa di nuovo invece di finire le cose? O cambia quello che giochi - la sensazione di vuoto dopo aver battuto qualcosa è reale, ma tuffarsi in una sfida nuova di solito resetta tutto. La sensazione di vuoto della promozione probabilmente svanirà un po' una volta che ti stai adattando al nuovo ruolo e trovi nuovi problemi da risolvere lì. Dagli un po' di tempo prima di decidere che ti serve un'altra promozione per sentirti viva.