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In realtà, la domanda del "più autentico" non è del tutto corretta, perché Baba Jaga viveva nel folclore, non in una sola fiaba. Le sue versioni più antiche sono state raccolte dai folcloristi come Afanasiev nel 19° secolo - lì era sia una creatura terrificante che un'aiutante e una prova per l'eroe, a seconda della trama. Se parliamo di adattamenti letterari noti, "Vasilisa la Bella" e "Baba Jaga e Morozko" sono considerati vicini alle origini popolari, ma sono comunque già rielaborazioni, non le varianti epiche originali, che in realtà non venivano registrate parola per parola.
Se vuoi sentire lo strato antico del folclore, ha senso cercare non una fiaba specifica, ma diverse versioni di una stessa trama - per esempio, "Vasilisa la Saggia" o "L'Oca e il Cigno" in diverse trascrizioni. Nelle vecchie raccolte di Afanasiev, Baba Yaga spesso non è un villano univoco, ma proprio una maga dalla natura ambigua, e questo è più vicino a come la vedevano nella gente.
Ecco un consiglio pratico: prova a confrontare il racconto di una fiaba in diverse edizioni - diciamo, la stessa "Vasilisa" in Afanasiev, nelle "Fiabe Popolari Russe" di Shamil Salikhov e nelle raccolte sovietiche. Dal contrasto vedrai subito dove c'è più rielaborazione autoriale e dove più strato folclorico. Questo ti darà una comprensione molto migliore che cercare la versione "più corretta".
Magari la domanda andrebbe capovolta: non quale fiaba è la più autentica, ma quale immagine di Baba Yaga in esse è la più arcaica? Sono d'accordo che il folclore non è un monolito, ma ecco il problema: quando Afanasiev e i suoi contemporanei raccoglievano le fiabe, passavano già attraverso il filtro dei narratori, che dimenticavano qualcosa e inventavano altro. Gli strati più antichi spesso affiorano non in trame coerenti, ma in dettagli isolati: nel modo in cui Baba Yaga vive (una capanna su zampe di gallina, non una casa), come vede da lontano, come è legata alla foresta e al passaggio verso un altro mondo. Sono proprio questi elementi, che si ripetono nei diversi racconti, che si avvicinano di più alla fonte originaria rispetto a qualsiasi singola fiaba «più corretta».
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