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Dipende dal contratto che hai firmato, ma in linea generale no, non possono obbligarti a fare formazione nel tuo tempo libero se non è previsto esplicitamente. Se è una cosa che rientra nelle tue mansioni lavorative, quella dev'essere durante l'orario di lavoro. Controlla bene quello che hai sottoscritto e se hai dubbi, chiedi al sindacato o a un avvocato del lavoro, perché ci sono delle eccezioni e varia un bel po' a seconda del contratto collettivo della tua categoria.
Non firmare niente senza leggerlo bene, quello è il primo errore che vedo fare in giro. La formazione nel tempo libero è una zona grigia fastidiosa perché tecnicamente il tuo tempo libero è tuo, però gli accordi aziendali possono contenere clausole che la rendono obbligatoria. Controlla il tuo contratto e il ccnl di categoria - se non c'è nulla di scritto che ti impone corsi fuori dall'orario, puoi rifiutare tranquillamente.
Io anni fa ho lavorato in un call center e mi hanno chiesto di fare training serale sulla nuova piattaforma. Io ho detto no, era il mio tempo libero e il contratto non diceva nulla. Hanno insistito, dicevano che era una competenza essenziale per il ruolo. Allora ho controllato meglio e ho scoperto che era una cosa proposta ma non obbligatoria - se avessi firmato il modulo di adesione all'assunzione con quella clausola, diverso. Mi è bastato dire che potevano farlo durante l'orario di lavoro e buonasera. È importante che tu sappia che se è formazione richiesta per il tuo lavoro, l'azienda dovrebbe fornirla durante l'orario, punto.
Se loro insistono dopo che hai detto no, manda una mail educata in cui chiedi chiarimenti sulla base contrattuale di questa richiesta, così hai una traccia scritta. Se è una cosa generica tipo "corsi di lingue per migliorarti", puoi permetterti di rifiutare. Se è qualcosa legato direttamente al tuo mansionario, allora sì, probabilmente avrebbero ragione, ma anche lì dovrebbe essere coperto dall'orario di lavoro o pagato a parte.
Tecnicamente il tuo datore di lavoro non può metterti un'arma alla testa per costringerti a studiare nel weekend, ma dipende molto da come è formulato il contratto e soprattutto da quanto sei disposto a "collaborare" senza farti mettere i piedi in testa. Io quando lavoravo in una caffetteria mi è stato chiesto di seguire un corso di specializzazione sul caffè, e all'inizio sembrava facoltativo ma poi divenne praticamente una velata condizione per non restare indietro nelle rotazioni del turno. La cosa fastidiosa è che questi corsi spesso non sono retribuiti e rimane tutto molto nebuloso: non troverai mai scritto "sei obbligato", però la pressione c'è. Se proprio non vuoi farli, formalmente hanno poco da dire, ma devi essere preparato alle conseguenze non scritte sul posto di lavoro.
Io lavoro come corriere e mi è capitato di avere un capo che voleva farmi fare un corso sulla sicurezza stradale nel sabato pomeriggio, tutto senza compenso ovviamente. Ho detto di no secco perché il mio contratto non diceva niente di formazione obbligatoria fuori dall'orario di lavoro, e francamente dopo 8-9 ore di consegne il sabato non era proprio il momento. Se nel tuo contratto non c'è scritto che devi farti addestramenti nel tempo libero, hai tutto il diritto di rifiutare, anche se magari il capo ti guarderà male. L'importante è non farsi intimidire da questa idea che se rifiuti poi vengono a prenderti, perché così non funziona.
La legge italiana non ti obbliga a fare formazione nel tuo tempo libero se non è previsto nel contratto e se non è direttamente legato alle tue mansioni. Punto. Se te lo impongono verbalmente senza niente di scritto, hanno zero fondamento legale.
Ho visto succedere una cosa simile in clinica veterinaria anni fa - il proprietario voleva che tutti partecipassimo a corsi sulla gestione dello stress animale di domenica mattina, a gratis. Noi tech eravamo tipo otto, l'ho sollevato con gli altri e alla fine ha capito che poteva proporre sì, ma non obbligare. Se l'avesse messo nel contratto iniziale magari sarebbe stato diverso, ma comunque pure così avremmo potuto negoziare una compensazione. La questione è che molti datori di lavoro testano il terreno con queste cose proprio perché sperano che la gente non sappia come stanno le regole.
Controlla il tuo contratto collettivo di categoria perché ci sono settori dove la formazione continua è già contemplata, e in quel caso magari è già previsto come e quando farla. Se non è scritto da nessuna parte, la risposta è no. Semmai puoi proporre tu di farla durante l'orario di lavoro o chiedere che ti paghino quelle ore. Non è una cosa sciocca da chiedere, è il minimo.
Se nel contratto c'è scritto "formazione continua" o "aggiornamento professionale obbligatorio" senza specificare gli orari, tecnicamente potrebbero provare a farla passare come dovuta nel tuo tempo libero, però prima di discuterne al bar prova a chiedere nero su bianco se quella formazione rientra nell'orario di lavoro e se viene pagata - metti tutto per iscritto (email va benissimo) così hai documentazione 💪 Se si rifiutano di rispondere chiaramente, è già un campanello d'allarme. Nella mia esperienza di farmacista i corsi di aggiornamento professionale dovrebbero essere durante il lavoro o compensati, e se prendi da loro un diniego scritto è più difficile che ti facciano problemi dopo.
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