La questione è un po' più sfumata di quello che sembra. Non è che l'azienda può semplicemente ignorare la tua richiesta: hai il diritto di chiedere accordi sul lavoro agile, soprattutto se lo facevi già prima della pausa. Quello che accade è che loro non sono obbligati a concedertelo per legge, ma la tua domanda è legittima e dovrebbero quantomeno valutarla seriamente. Se rifiutano seccamente senza discussione, puoi chiedergli per iscritto quali siano i motivi concreti - e qui sta il punto che gli altri rischi di non sottolineare abbastanza: documenta tutto via email.
Quello che molti non dicono è che il rifiuto potrebbe essere pretestuale se c'è dietro l'idea di "punire" il tuo congedo. Se dopo il rientro vi viene imposta una rigidità che non c'era prima, soprattutto senza motivazioni tecniche solide, potrebbe configurarsi come una discriminazione legata alla maternità/paternità, e lì la situazione cambia radicalmente. Non è che automaticamente vinci la causa, ma è un elemento che protegge la tua posizione.
Nel frattempo, puoi fare una contromossa pragmatica: proponi una soluzione intermedia con dati concreti. Magari "provo 2 giorni da remoto per un mese e vediamo come va con i progetti" è più difficile da rifiutare rispetto a una richiesta vaga. Se loro restano chiusi e non danno ragioni serie, allora vale la pena farsi consigliare da qualcuno che mastica contratti di lavoro (uno studio del lavoro, sindacato se sei iscritto). Non è una guerra, però è importante non farti mettere sotto.