Quello che conta davvero qui è se Apple sarà costretta a fare modifiche tecniche per conformarsi alla legge australiana, e la risposta è probabilmente no, almeno per la maggior parte degli utenti al di fuori dell'Australia. Il divieto prende di mira le piattaforme di social media stesse - Meta, TikTok, YouTube, Snapchat e altre sono quelle che devono scoprire come funziona la verifica dell'età e l'applicazione delle regole. Il ruolo di Apple è principalmente quello di distributore tramite l'App Store, non di chi applica le regole sulla verifica dell'età all'interno delle app. Il commento di Tim Cook su un approccio "all'avanguardia" era solo un elogio diplomatico standard, niente di più. Non stava segnalando nuovi cambiamenti di prodotto o cambiamenti di politica.
Le risposte precedenti hanno ragione nel dire che non dovresti aspettarti blocchi globali dei dispositivi o restrizioni improvvise alle app. Ma mi permetterei di dissentire un po' dalla cornice secondo cui questo è puramente simbolico. Se le restrizioni australiane effettivamente funzionano e rimangono in vigore, crea pressione su quelle piattaforme per sviluppare una tecnologia di verifica dell'età migliore, che potrebbe estendersi ad altri mercati eventualmente. Apple potrebbe beneficiarne indirettamente se le piattaforme investono in controlli di identità migliori, dato che questo riduce i problemi di responsabilità per tutti.
Per te personalmente, se sei al di fuori dell'Australia, di fatto non cambia niente adesso. Se sei in Australia con dei figli, saranno le piattaforme stesse a gestire le restrizioni, non Apple. La domanda più grande è se altri paesi seguono l'esempio dell'Australia, cosa che potrebbe ridefinire il modo in cui funzionano le app social a livello globale nei prossimi anni. Questo è l'effetto domino vero da tenere d'occhio, non un annuncio di Apple che non arriverà.