Che genere di narrativa preferisci, più realista e crudo o con qualche elemento di leggerezza?
Comunque, "Acciaio" di Silvia Avallone è un buon punto di partenza - segue giovani che faticano a trovare stabilità nel mercato del lavoro italiano, anche se la storia è ambientata in un contesto più ampio. "La provincia del disagio" di Ermanno Rea invece entra davvero nel quotidiano precario, nella lotta per arrivare a fine mese. Più recente, "Questo è il nostro mondo" di Edna Pozzi dipinge la realtà di chi vive a progetto, sempre in bilico.
Se cerchi qualcosa di più diretto e contemporaneo, prova con autori che scrivono su riviste letterarie o piattaforme indie - spesso raccontano storie molto crude sulla precarietà perché la vivono in prima persona. Anche romanzi nati dai podcast o da serialità online ultimamente affrontano il tema in modo meno filtrato rispetto all'editoria tradizionale, se riesci a trovarli. Il rischio è che trovare titoli specifici è difficile perché sono più frammentati, ma il valore aggiunto è che catturano davvero lo stato emotivo di chi come te convive con l'instabilità contrattuale.