La cosa è che probabilmente non è solo ansia, è ansia + abitudine. Dopo qualche settimana così, il bambino si condiziona - la mattina finisce per essere associata allo stress, e alla fine non importa neanche se a scuola tutto va bene. Il suo cervello è già in attesa che la mattina sia difficile, e il corpo risponde con il mal di pancia e gli occhi lucidi. Il rischio è continuare a negoziare, a cercare di convincerlo o a cedere ogni tanto (tipo lasciarlo stare a casa un giorno perché "è molto ansioso") - questo rinforza l'idea che l'ansia sia una ragione valida per non andare.
Cambia la dinamica. Nel fine settimana o un pomeriggio, siediti con lui e parla naturalmente di quello che sente, senza pressione - non "perché hai paura?" tipo interrogatorio, più "ho notato che le mattine sono state difficili, raccontami cosa ti succede". A volte esce fuori qualcosa (un bambino che lo stessa, paura di non riuscire a fare un compito, qualsiasi cosa). Ma poi, al mattino, ignora la lamentela - non vuol dire essere brutale, parla comunque, "capisco che ti senti male, adesso andiamo a fare una doccia". Mantieni la routine calma ma salda, senza drammatizzazioni. E non appena entra a scuola - ricompense alla fine della settimana se riesce a entrare senza fare storie, cose semplici (tempo extra con un gioco che gli piace, fare biscotti insieme). Questo non è ignorare i suoi sentimenti, è insegnargli ad andare avanti nonostante il disagio, che è proprio un'abilità di cui ha bisogno.