Penso che sia soprattutto una questione di gusti personali, ma in realtà c'è una ragione legittima per cui alcuni lettori si sentono genuinamente frustrati piuttosto che intrattenuti. La lettura è una specie di contratto tra autore e lettore - concordiamo di sospendere l'incredulità e investire nella storia in base a quello che ci viene raccontato. Quando la narrazione di un personaggio non è affidabile, può sembrare che quel contratto sia stato rotto, soprattutto se i lettori non sanno che l'inganno fa parte del gioco. Il vostro club del libro probabilmente si aspettava una cosa e ne ha ricevuta un'altra, il che può sembrare davvero un imbroglio anche se tecnicamente è una scelta narrativa corretta.
Detto questo, i narratori inaffidabili esistono da sempre e funzionano brillantemente in molti libri - "Gone Girl", "Shutter Island", "Il giro di vite" - quindi non è oggettivamente una cosa brutta. La differenza di solito dipende dall'esecuzione e dalle aspettative del lettore. Se un autore gioca leale (dando ai lettori abbastanza indizi per capire, o chiarendo da subito che la fiducia è il punto centrale), la maggior parte delle persone può godersi il puzzle. Quando sembra arbitrario o come se l'autore stesse solo prendendo in giro i lettori senza motivo, allora genuinamente non funziona. È meno una questione della tecnica in sé e più se l'autore si impegna a sviluppare il concetto consapevolmente o se lo usa solo come un trucchetto.
Il fatto che tu l'abbia apprezzato probabilmente significa che l'autore l'ha tirata fuori in un modo che ha funzionato per te in particolare. Non significa che il tuo club del libro ha torto nel non gradirlo - significa solo che voi e loro avete soglie diverse per quel tipo di ambiguità narrativa.