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Non è che il divieto sia così semplice da implementare ovunque, e intanto la plastica costa poco, è comoda e la gente non vuol pensarci troppo. Molti Paesi l'hanno vietata o ridotta parecchio, ma in altri ancora non succede perché gli interessi economici sono forti e le abitudini cambiano lentamente. Poi c'è il fatto che molti non sanno nemmeno che potrebbero usare alternative (borracce riutilizzabili, fontanelle pubbliche) o semplicemente non le hanno a disposizione quando ne hanno bisogno.

Il cambio parte da quello che fai tu personalmente: porta sempre una bottiglia riutilizzabile nello zaino o in macchina, così quando hai sete non sei costretto a comprare plastica. Suona banale ma funziona davvero, soprattutto se la tieni a portata di mano. Una volta che diventa automatico (come le chiavi o il portafoglio) non torni indietro.

Ma il punto vero è che il veto totale farebbe male a molte persone. Pensa ai diabetici, a chi ha allergie alimentari gravi, a chi per disabilità non può portarsi dietro contenitori da riempire: per loro la plastica monouso è spesso l'unica opzione pratica. Anche le bottiglie di vetro costano più della plastica e sono pesanti, il che le rende irrealistiche per chi deve stare fuori tutto il giorno o ha problemi di mobilità. Ecco perché i governi fanno step graduali anziché divieti secchi.

Quello che avrebbe senso è spingere le aziende verso packaging alternativo e rendere il riciclo facile ovunque, non abolire la plastica di colpo. Nel frattempo, ognuno di noi può scegliere, ma non è un fallimento morale se a volte compri una bottiglia di plastica per necessità. Il problema vero è che ne produciamo tonnellate inutili quando avremmo altre opzioni.

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