Non c'è una risposta univoca perché raramente il crollo di una civiltà è dovuto a una sola causa. Quello che leggi è giusto, la storia non è lineare. Pensa ai Maya classici: non scomparvero dal nulla, ma una combinazione di siccità prolungate, pressione demografica, guerre intestine e deforestazione li portò al collasso tra il 700 e il 1000 d.C. Stesso discorso con la civiltà minoica a Creta o quella del Bronzo Tardo nel Levante. C'era sempre un mix: cambiamenti climatici drastici, invasioni, malattie, economia che va a pezzi, conflitti politici interni. A volte erano decenni, a volte secoli (quello che uno chiama "rapido" è relativo quando parliamo di epoche storiche).
Il punto è che le civiltà complesse sono fragili proprio perché complesse. Dipendono da reti di commercio, da sistemi agricoli specifici, da equilibri politici delicati. Se crollano due-tre pilastri contemporaneamente, l'effetto domino è veloce. L'élite smette di mantenere le infrastrutture, la popolazione si disperde, la conoscenza scritta si perde o non viene più tramandata. Non è che tutti morivano: spesso le persone semplicemente abbandonavano le città e tornavano a vivere in modo più diffuso e meno complesso. I successori erano loro stessi, ma in una forma di società molto diversa.
Il motivo per cui non trovi una risposta univoca è che non esiste. Leggere più fonti è la scelta giusta perché ognuna ti mostra un pezzo del puzzle. La chiave è capire che il "collasso" non è mai una cosa sola: è sempre una tempesta perfetta di fattori ambientali, demografici, politici ed economici che convergono.