Il modo migliore per capirlo è dimenticarsi che sia stato un "crollo" da un giorno all'altro: l'Impero Romano d'Occidente si disintegrò lentamente durante i secoli, non crollò di colpo. Quello che successe è che confluirono vari fattori che si alimentavano reciprocamente. Le invasioni barbariche (visigoti, vandali, ostrogoti) non sono la causa principale, ma piuttosto il sintomo finale di un impero già fratturato internamente. Quando questi gruppi si mossero verso l'Impero nel V secolo, trovarono un sistema politico e militare indebolito che non riuscì a resistere.
Le cause davvero importanti sono più complesse: l'Impero era diviso amministrativamente (Occidente e Oriente), il che complicava la difesa. Inoltre, l'esercito dipendeva sempre più da mercenari e soldati "barbari" che non avevano lealtà genuina al sistema romano. Ci furono crisi economiche severe, inflazione, debito pubblico, e il commercio si sgretolò. C'è anche la questione che mantenere un impero così enorme era logisticamente impossibile senza le risorse di prima, e la corruzione amministrativa era brutale.
Quindi la risposta è sì, fu una combinazione. Le invasioni furono il colpo di grazia, ma l'Impero stava già sgretolando per debolezza interna. Quello che è interessante è che l'Oriente (quello che chiamiamo Impero Bizantino) sopravvisse molto più a lungo perché aveva una capitale meglio posizionata, meno pressione militare su alcune frontiere, e una struttura più resiliente. Non fu inevitabilità storica, ma una serie di decisioni politiche, economiche e militari che si accumularono.