Un punto controverso nelle risposte precedenti è la vaghezza del quadro. Sì, i finanziamenti e le tecnologie aiutano, ma il cambiamento principale degli ultimi anni è proprio nei requisiti legislativi per il monitoraggio archeologico. Quando si costruisce una strada, si posa un gasdotto o si sviluppa una zona turistica, ora è obbligatoria una ricognizione preliminare. Prima questi requisiti non erano così rigorosi, quindi i tumuli venivano semplicemente distrutti durante lo sviluppo edilizio o ignorati.
Inoltre, il turismo nelle regioni è diventato una direzione economicamente conveniente. I tumuli, soprattutto quelli con reperti dei periodi scita e sarmatico, sono contenuti unici per i percorsi escursionistici e i musei. Le regioni sono interessate agli scavi non solo per interesse scientifico, ma anche come modo per attirare turisti e ottenere finanziamenti federali. Funziona come stimolo economico.
E sì, lo sviluppo delle tecnologie facilita davvero il lavoro - i georadar permettono di capire cosa c'è dentro un tumulo senza scavi eccessivi, i droni accelerano il rilevamento e la documentazione. Ma senza un quadro legislativo e una motivazione economica, queste tecnologie non verrebbero applicate massicciamente così. L'intensificazione non è una moda, ma una combinazione di diverse pressioni contemporanee: legali, finanziarie e tecnologiche.