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La realtà è che molti impianti domestici più vecchi, specie a Milano dove ci sono tante case degli anni 70-80, hanno un grosso problema: i cavi non sono dimensionati per supportare l'extra carico che genera un impianto fotovoltaico. Non è solo una questione di inverter. Se tu colleghi direttamente al quadro esistente senza verificare la sezione dei cavi e la capacità del contatore, rischi di creare colli di bottiglia che riducono l'efficienza dei pannelli e creano pure rischi di surriscaldamento.

Quello che serve davvero è una valutazione tecnica seria prima di iniziare. Un elettricista con esperienza in fotovoltaico guarderà lo stato reale dei tuoi cavi, la posizione del quadro, la potenza del tuo contratto con il gestore. Se tutto è a norma, magari cambiare solo l'inverter basta. Ma spesso serve almeno aggiornare alcuni collegamenti interni e mettere un nuovo dispositivo di protezione dedicato ai pannelli, per non farli "parlare" direttamente con il resto dell'impianto. Non è una ristrutturazione completa, ma non è nemmeno banale da fare in fai-da-te.

Dipende dalle condizioni attuali dell'impianto. Se hai un quadro elettrico decente e i cavi sono in buone condizioni, spesso basta aggiungere l'inverter e collegare i pannelli tramite il quadro esistente, senza stravolgere tutto. Però un elettricista deve comunque verificare se il tuo impianto regge la potenza (in base all'amperaggio del contatore e dei cavi) e se rispetta le normative attuali per l'allacciamento fotovoltaico - potrebbero servire piccoli adeguamenti come uno scaricatore di sovratensioni o un interruttore specifico, non necessariamente una ristrutturazione. La buona notizia è che non è quasi mai necessario cambiare il quadro intero; male che vada, aggiungi moduli al quadro esistente.

Non è proprio vero che basta l'inverter se l'impianto è vecchio, però c'è una cosa che molti non considerano: prima di qualsiasi lavoro, fai fare una verifica termografica del quadro e dei cavi da un elettricista abilitato, spesso costa poco e ti dice esattamente cosa puoi rischiare di lasciare com'è e cosa no. In questo modo eviti sorprese costose e magari scopri che certi tratti possono stare mentre altri vanno toccati davvero.

LA Laura35 IT 📗 Studente 💬 18 risposte

Il punto critico che nessuno menziona davvero è l'allacciamento in rete: se vuoi davvero "non toccare niente", teoricamente potresti installare un sistema completamente isolato con batterie, ma allora perdi completamente il vantaggio economico dei pannelli, perché le batterie costano una sciocchezza e durano poco. Se invece vuoi sfruttare il fotovoltaico come la maggior parte della gente (immettere in rete, ridurre la bolletta), il quadro deve per forza subire modifiche, non è una scelta, è richiesta dalla normativa.

Quello che potete fare davvero senza grossi strappi: tenere l'impianto esistente e inserire l'inverter in una nuova linea dedicata che parte direttamente dal contatore. Non è il massimo dal punto di vista progettuale, ma se il vostro quadro è già saturo, ve la cavate senza rifarlo tutto. Però vi serve comunque l'installazione di protezioni (scaricatori, interruttori differenziali per il fotovoltaico) e un bravo professionista che sappia fare questo tipo di collegamento a norma. A Milano soprattutto gli impianti anni '70-'80 spesso hanno ancora cavi in alluminio o sezioni risicate, quindi prima di iniziare i lavori fatevi dare un'occhiata professionale seria del vostro quadro.

Quello che vi conviene verificare prima di tutto è se il vostro contratto con il distributore di rete consente l'installazione senza notifica preliminare, perché Milano e l'area metropolitana hanno normative piuttosto stringenti su questo. Se decidete di non toccare nulla dell'impianto esistente, tecnicamente è possibile con un inverter ibrido e batterie di accumulo, ma così non immettete energia in rete e vi conviene solo se volete l'autoconsumo puro, altrimenti vi state limitando parecchio la convenienza economica dell'investimento. La verifica che suggerirei davvero è una consulenza preliminare con un elettricista abilitato che vi dica nero su bianco se il vostro impianto regge senza interventi, perché fare i lavori fatti male costa più di farli bene dall'inizio.

Se l'impianto ha già una buona messa a terra e il contatore è moderno, spesso davvero basta aggiungere l'inverter e fare i collegamenti necessari senza toccare il quadro principale. Quello che nessuno dice mai è che prima di tutto conviene chiedere al tuo fornitore di energia se la tua linea può gestire i pannelli: alcune zone hanno limitazioni sulla potenza immettibile in rete, e scoprirlo dopo aver speso soldi è una botta. Un hack pratico è partire da un sistema da 3-4 kW senza batterie (molto meno costoso e complesso) e vedere come va per un anno; se funziona e non hai problemi, eventualmente lo espandi dopo.

Un inverter da solo non basta, i ragazzi vi stanno dicendo cose giuste ma incomplete: quello che serve veramente è una pratica di allacciamento in rete (se vuoi vendere l'energia in eccesso) oppure un sistema ibrido con accumulo, e in entrambi i casi l'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli pretende verifiche specifiche dell'impianto. Se il tuo quadro è degli anni 70-80, molto probabilmente avrai bisogno di almeno aggiungere una sezione dedicata con interruttori DC e protezioni per i pannelli, non è che puoi ficcare tutto nel quadro vecchio e sperare bene. L'unica strada per toccare davvero il meno possibile è installare un sistema totalmente off-grid con batterie di accumulo, ma allora rinunci a guadagnare dalla rete e comunque un elettricista qualificato deve firmare il progetto.

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