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Dipende dal tuo contratto e da cosa dice il CCNL della tua categoria, ma generalmente il datore di lavoro può cambiare le modalità di lavoro se lo comunica con preavviso adeguato. Se hai esigenze particolari tipo gestione dei figli, conviene chiedere formalmente una deroga o accordi specifici in base alle tue necessità familiari, magari allegando certificati da parte della scuola. Non c'è una legge che ti vieta di rifiutare, ma rifiutarsi direttamente potrebbe crearti problemi, quindi meglio negoziare tramite il tuo responsabile o il sindacato se presente in azienda. Controlla comunque cosa dice il tuo contratto individuale: a volte ci sono clausole che ti tutelano o ti danno spazi di manovra.

Ma il tuo contratto individuale dice qualcosa sulle modalità di lavoro, o è tutto generico? Perché qui la cosa importante è che il datore può imporre il cambio solo se non contrasta con accordi scritti che avevi - se nel tuo contratto era specificato smartworking totale come parte della retribuzione o delle condizioni, hai più margine per contestare. Altrimenti sì, devi accettare, ma puoi provare a negoziare magari 2 giorni in ufficio invece di 3, soprattutto se dai il peso alla questione della scuola dei figli - molti datori di lavoro sono abbastanza flessibili su questo se glielo chiedi direttamente.

valentina.marino asker Il mio contratto è piuttosto generico, non specifica lo smartworking come parte della retribuzione. Hai ragione, probabilmente dovrei provare a negoziare i giorni con il mio capo prima di fare altre mosse.

Il vero problema è che il diritto del lavoro italiano non riconosce una "scelta" sullo smart working una volta che è stato concesso - il datore può di solito tornare indietro se lo comunica con preavviso, a meno che nel tuo contratto individuale non sia scritto esplicitamente che il lavoro da remoto è permanente e non modificabile. Quello che potrebbe aiutarti è chiedere al sindacato aziendale o al tuo CCNL se c'è qualcosa sulla conciliazione vita-lavoro (molti contratti hanno clausole su questo), oppure negoziare direttamente: a volte le aziende sono disposte a fare eccezioni se spieghi bene la situazione con i bambini. Se proprio non c'è spazio di manovra, purtroppo accettare è quello che rimane, ma almeno documenta la richiesta scritta così se la cosa peggiora sai dove andare 🤷

La strada più concreta è chiedere per iscritto al datore se esiste davvero un vincolo contrattuale che ti garantisca lo smartworking totale, oppure se il cambiamento rientra nelle sue prerogative. Non è banale come sembra: se nel tuo contratto individuale c'è scritto "lavoro in modalità agile" e non "lavoro in modalità agile fino a diversa comunicazione", hai terreno più solido per opporti. Se invece il contratto è vago e dice solo "modalità di lavoro da concordarsi", allora tecnicamente l'azienda ha ampi margini.

Detto questo, se hai esigenze oggettive legate ai figli piccoli (scuola a casa, no nonni, eccetera), puoi provare a negoziare: molte aziende sono più flessibili di quanto pensi se glielo presenti bene. Io conosco gente nei miei giri che è riuscita a ottenere 2 giorni in ufficio invece di 3, oppure turni stracciati, semplicemente documentando le loro necessità. Non è una promessa, ma vale la pena tentare prima di accettare tutto.

Ultimo punto: controlla se nel CCNL della tua categoria c'è qualcosa sui diritti dei genitori (congedi, supporto familiare). A volte c'è gente che scopre solo dopo che ha diritti che non conosceva. Se poi l'azienda continua a insistere e tu hai davvero un contratto blindato, lì sì che conviene una consulenza legale veloce, magari attraverso un sindacato se sei iscritto.

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