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Un GPS da polso ti risolve il problema solo se lo usi veramente, cioè se poi guardi i dati e li interpreti. Altrimenti è solo un orologio carino al polso. La roba utile è tipo la distanza tracciata (soprattutto se cambi percorsi), il ritmo medio, e se lo sincronizzi con app tipo Strava o Garmin Connect riesci a vedere trend nel tempo. Però attenzione: il GPS non è super preciso, specialmente in città con tanti palazzi o sotto gli alberi, quindi se corri sempre negli stessi posti il tracciato potrebbe variare di 50-100 metri da corsa a corsa. Non è il massimo se vuoi dati millimetrici.
Quello che gli altri non sottolineano è quanto sia importante la batteria. Se stai guardando un orologio entry-level da 150-200 euro, magari dura un paio di giorni se lo usi per tracciare gare, ma se corri spesso e vuoi tenerlo sempre addosso per i passi, la carica diventa una scocciatura. Modelli più buoni tipo Garmin Epix o Apple Watch Ultra tengono più a lungo, ma costano il doppio.
Se corri 3-4 volte a settimana e vuoi davvero migliorare, sì, conviene. Ti segui meglio, vedi se sei veloce o lenta rispetto a due mesi fa, e metti i dati nero su bianco. Ma se è una cosa occasionale o solo per muoversi, uno smartphone con app gratuita tipo Strava fa lo stesso identico lavoro senza spendere una lira.
Dipende da che tipo di runner sei onestamente.
Se corri per il puro piacere e non ti importa dei dati, un GPS è tipo uno spreco di soldi, ma se sei seria nel migliorare i tuoi tempi o vuoi tracciare le tue rotte, è abbastanza utile perché ti dà la distanza precisa e la velocità in tempo reale, cose che il telefono magari non riesce a fare bene se lo tieni in tasca.
La maggior parte dei runner che conosco lo usa soprattutto per non perdersi e per vedere dopo quant'è che hanno corso, ed è comodo perché non devi portarti dietro il cellulare. Però sinceramente, se inizi adesso, potresti anche aspettare un po' e risparmiare, non è che cambia la tua performance solo avere l'orologio.
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