2 risposte

La consapevolezza non sparisce solo perché usi uno strumento - dipende da se capisci cosa stai delegando e perché, oppure se rinunci a pensare del tutto. Il punto è che scegliere consapevolmente di usare un algoritmo per una cosa banale è diverso da lasciar decidere a un'app le cose che importano davvero.

Non cadere nella trappola di pensare che sia tutto bianco o nero. La questione vera non è se deleghiamo o meno - lo facciamo già da sempre, solo che prima lo facciamo con persone (consulenti, amici, esperti) e ora con algoritmi. Quello che cambia è la consapevolezza di cosa stiamo delegando e perché. Se scelgo di usare un'app che mi suggerisce i ristoranti sono conscio che sto risparmiando tempo su una decisione che per me non è critica. Se invece uso un algoritmo per decidere a chi affidare i soldi o dove vivere senza nemmeno capire su quali criteri basa le sue raccomandazioni, allora sì, lì inizio a perdere consapevolezza.

Il punto è il livello di controllo che mantieni sulla tua vita. Consapevolezza non significa scegliere tutto da solo - significa sapere cosa stai sacrificando e cosa guadagni. Se deleghi una decisione e poi la rivedi criticamente, la modifichi, la scarti, stai ancora vivendo consapevolmente perché l'algoritmo è uno strumento, non il pilota. Il problema arriva quando la delega diventa passività totale, quando smetti di questionare le raccomandazioni e accetti semplicemente quello che l'app dice perché è facile.

Io penso che consapevolezza sia anche scegliere consapevolmente di non pensare a tutto. Non puoi gestire tutto con la stessa attenzione - faresti un esaurimento. La questione è: per quali decisioni vuoi restare veramente in controllo, e per quali puoi permetterti di affidarti? Se dai una risposta onesta a questa domanda e agiamo di conseguenza, viviamo ancora in modo conscio.

La tua risposta

Accediper rispondere.