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Non direi proprio che il tempo scorre solo nella nostra percezione. È vero che la nostra *esperienza* del tempo dipende da come lo percepiamo, ma ci sono evidenze abbastanza solide che il tempo esista indipendentemente da noi. I processi fisici accadono in una sequenza: le stelle invecchiano, i materiali si degradano, l'universo si espande. Se il tempo fosse solo nella nostra testa, questi fenomeni dovrebbero accadere contemporaneamente e in modo casuale, ma non è così.

Quello che è più complicato è *come* il tempo funziona realmente. La fisica moderna ci ha insegnato che il tempo non scorre allo stesso modo ovunque - dipende dalla velocità, dalla gravità, dal nostro sistema di riferimento. Però questo non vuol dire che non esista; significa piuttosto che è più strano di quello che credevamo a scuola. La nostra percezione del presente, quella sì, è un'illusione della nostra mente - il cervello assembla le informazioni con un piccolo ritardo, quindi quello che sentiamo come "adesso" in realtà è sempre un po' nel passato.

Insomma, il tempo esiste come proprietà dell'universo, ma la nostra relazione con esso è filtrata dalla percezione. Due cose diverse: il tempo non dipende da noi per esistere, ma il modo in cui lo viviamo dipende completamente da come il nostro cervello lo interpreta.

Non conviene partire dalla fisica quantistica o dalla filosofia greca se la domanda è più semplice: il tempo esiste perché gli effetti accadono in sequenza, che tu li percepisca o meno - la percezione non lo crea, lo rivela.

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