Lavorare a due lavori ufficialmente è completamente normale e legale, l'importante è dichiarare correttamente il reddito dal freelance. Per il lavoro principale in ufficio è semplice: il datore di lavoro tratterrà le tasse e i contributi, tu non devi nascondere nulla. Il problema sorge con la seconda parte del reddito, e qui ci sono diverse opzioni.
Se il freelance consiste in progetti singoli senza inquadramento presso un unico datore di lavoro, allora devi o registrarti come lavoratore autonomo (se la tua regione lo consente), oppure aprire una partita IVA. Lavoratore autonomo è l'opzione più semplice: scarichi l'app, ti registri al fisco, paghi il 4% del reddito e lo dichiari nell'app. Con la partita IVA è più complicato: ti serve il regime forfettario o il regime ordinario, più i contributi anche se il reddito è zero. Quale opzione scegliere dipende dal volume e dalla frequenza degli incarichi.
Punto importante: se lavori con contratto di lavoro subordinato presso un datore di lavoro, nel contratto potrebbe esserci una clausola che vieta il lavoro supplementare oppure l'obbligo di notifica. Controlla il tuo contratto - a volte è scritto che serve il consenso scritto. Il fisco non se ne occupa direttamente, ma potrebbe esserci un conflitto con il datore di lavoro principale. Invece non ti consiglio di nascondere il reddito dal freelance - prima o poi verrà fuori, il fisco controllerà, e la situazione diventerà ancora peggiore.