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Ti capita quando scrivi di fretta o anche quando leggi? 'Però' introduce un'idea che contrasta con quella precedente: "Volevo uscire, però piove" - il secondo fatto va contro il primo. 'Perciò' invece spiega una conseguenza: "Piove, perciò resto a casa" - il secondo fatto è il risultato del primo. Ricordati che 'però' è quasi sinonimo di 'ma' (contrasto), mentre 'perciò' è come dire 'quindi' (conseguenza). Un trucco: se riesci a sostituire con 'quindi', usi 'perciò'; se la sostituzione non quadra, allora è 'però'.

GI Giorgia IT 🔍 Appassionato 💬 48 risposte ⚑

La differenza è netta: 'però' ribalta, 'perciò' spiega la conseguenza. Mi ricordo che mi confondevo pure io quando dovevo scrivere un messaggio veloce al telefono, finché non l'ho collegato a due immagini mentali. Con 'però' c'è uno scontro: "Ho finito i compiti, però non voglio uscire" - la seconda parte contraddice quello che ci si aspetterebbe. Con 'perciò' invece una cosa scaturisce dall'altra: "Ho finito i compiti, perciò posso uscire" - l'uscita è una conseguenza logica.

Prova a pensarci così: 'però' è quando il secondo fatto ti sorprende rispetto al primo, 'perciò' è quando lo conclude naturalmente. "Era molto stanco, però ha continuato a lavorare" - ti aspettavi riposo, invece no. "Era molto stanco, perciò ha smesso di lavorare" - la conclusione era scontata. Se leggi la frase e senti un "ma..." in testa, serve 'però'; se senti un "allora..." o "dunque...", serve 'perciò'.

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